CIBUS: ItaliansDoEatBetter

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130 mq di fiera, oltre 3000 espositori, più di 1000 nuovi prodotti e 4 giorni a disposizione per poter letteralmente assaporare il fior fior del made in Italy agroalimentare…In vista di un progetto personale in cui le specialità italiane saranno protagoniste, quest’anno non potevo mancare a quella che viene considerata una delle più importanti fiere internazionali di settore, in una Parma recentemente riconosciuta dall’UNESCO come “città creativa per la gastronomia”.

Entusiasta come una bambina, accompagnata dalla mia macchina fotografica e da grandi aspettative, mi sono lasciata trascinare in un mondo parallelo fatto di colori, sapori, odori mai sperimentati prima in modo così totalizzante.

Il web e i social hanno puntato molto i riflettori sulle novità presentate in questa 18° edizione, sull’ampio spazio dedicato alle nuove tendenze alimentari per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre crescente di vegani, intolleranti, salutisti.

Incuriosita ho dato una sbirciatina al settore “innovazione” ma devo ammettere che esperimenti come la maionese senza uovo, la mozzarella senza lattosio, la crema di cioccolato con il succo di carota al posto dello zucchero, la “veganduja”, la piadina romagnola al riso rosso fermentato, la focaccia genovese vegana…mi hanno lasciata un po’ incredula…

Vagare per gli innumerevoli stand di CIBUS mi è valso, oltre che ad un abbondante kg in più, a capire che sono e rimarrò un’inguaribile tradizionalista che trova la massima espressione del gusto e dell’eccellenza italiana in un pezzo di Parmigiano Reggiano, in una fetta di prosciutto crudo o di mortadella, in un piatto di pasta fresca all’uovo, in un boccone di mozzarella di bufala…

È dunque evidente, come testimonia il mio reportage fotografico, che i miei occhi e il mio palato si siano illuminati e soffermati con più attenzione nei padiglioni dedicati ai salumi e ai formaggi tipici regionali e sono tornata con una gran voglia di riproporre o scovare nuove ricettine per celebrarli.

A breve scoprirete cosa partoriranno i miei fornelli!