FAVE IN UMIDO CON PACHINI E CURCUMA

FAVE 4.3

“Di tutti i legumi la fava è regina, cotta la sera, scaldata la mattina”. La primavera porta con sè tante primizie e le fave sono tra quelle che preferisco, sia per il gusto che per la loro versatilità in cucina, senza dimenticare che vantano ottime proprietà benefiche grazie all’alto contenuto di acqua, fibre vegetali e proteine che le rendono un valido sostituto della carne.

Uno dei modi migliori per gustarle è sicuramente “alla romana”ovvero a crudo, in insalata, con una spolverata di pecorino. Si possono arrostire, proprio come le caldarroste, ridurre in purea o utilizzare per la preparazione di zuppe rustiche e sostanziose.

Io ve le propongo in umido, accompagnate da pomodoro fresco e da una grattugiata finale di curcuma fresca, che io adoro…

Un piatto semplice e delizioso, ideale come contorno ma anche come piatto unico e mi raccomando… non dimenticate di mettere in tavola anche qualche fetta di pane, la scarpetta è d’obbligo!


INGREDIENTI (per 4 persone)

  • 600gr. di fave fresche
  • 250 gr. di Pomodori di Pachino
  • 1 Scalogno
  • Brodo vegetale q.b. (1 carota, 1 cipolla, 1 gambo di sedano)
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio evo
  • Una radice di curcuma fresca

PREPARAZIONE

Sgranate le fave dal baccello e scottatele in acqua bollente per 3/4 minuti.

In un tegame a parte, fate scaldare un filo d’olio e mettetevi a soffriggere lo scalogno tritato. Unite al soffritto i pomodori tagliati grossolanamente, condite con un pizzico di sale e lasciate cuocere il tutto per pochi minuti. Aggiungete poi anche le fave, ed aggiustate di sale e pepe, quindi lasciate cuocere tutto a fuoco lento per almeno 20 minuti (i tempi di cottura dipendono dalla grandezza delle fave). Bagnate di tanto in tanto il sugo con un mestolo di brodo, in modo che non si asciughi eccessivamente.

A cottura terminata, servite le fave ancora ben calde in tavola, versando un filo d’olio a crudo e una grattugiata di curcuma fresca.


PREPARAZIONE: 15 minuti – COTTURA: 20/30 minuti – DIFFICOLTÀ: bassa